Scandalo Subway
Un nuovo scandalo ha colpito il colosso dei sandwich. Riguarda la rete di rapporti con fornitori e franchisee. Fiducia da ricostruire.
10/5/20262 min read


Quando il Franchisor tradisce
È emerso in questi giorni negli Stati Uniti uno scandalo che coinvolge i responsabili degli acquisti per i franchisee di Subway, accusati di aver ricevuto tangenti da alcuni fornitori.
Il Dipartimento di Giustizia ha accusato i responsabili di una cooperativa incaricata di selezionare i fornitori e gestire gli acquisti destinati ai franchisee di essersi lasciati corrompere per mantenere alcuni fornitori all’interno del circuito di approvvigionamento.
Al di là delle vicende giudiziarie, ancora tutte da accertare, lo spunto è interessante per riflettere su un tema molto più ampio: la fiducia e, specularmente, la responsabilità che legano franchisor e franchisee.
Perché se anche un colosso come Subway può trovarsi a fare i conti con presunte irregolarità nella filiera che serve i propri franchisee, diventa evidente quanto sia delicato il sistema.
Costi, condizioni di acquisto, qualità dei prodotti, efficienza della supply chain e rispetto degli standard non sono dettagli: sono parte integrante del valore che il franchisor promette al franchisee.
E proprio per questo un franchisee deve selezionare con attenzione il proprio partner, analizzare i contratti, comprendere gli obblighi reciproci e verificare come vengono gestiti i rapporti con fornitori e rete.
Ma non basta. La fiducia deve essere reciproca e continuamente verificata.
Bisogna conoscersi, apprezzarsi, piacersi non solo prima di iniziare, ma anche durante il rapporto.
Perché nel franchising si condividono flussi di merce, informazioni, competenze, know-how, procedure, investimenti e, soprattutto, reputazione.
E tutto questo si basa su equilibri tanto fragili quanto critici.
Del resto, il ruolo del franchisor, remunerato attraverso fee di ingresso, royalties e altri meccanismi contrattuali, dovrebbe essere proprio quello di mettere il franchisee nelle condizioni di operare al meglio: selezione dei fornitori, know-how, forza del brand, marketing, sistemi e controllo degli standard.
Se uno di questi elementi viene meno, non viene meno soltanto un servizio. Viene meno la fiducia.
In passato alcuni franchisee avevano sollevato questioni relative al possibile conflitto di interesse degli ispettori incaricati di vigilare sugli standard e sulle operations della rete.
Si sarebbero riscontrati dei conflitti di interesse per alcuni ispettori incaricati di controllare i franchisee, gli standard o di valutare possibili acquirenti delle attività, con conseguenti rischi di falsificazione di rapporti e speculazioni.
Nel franchising non si può mai dare per scontato che un sistema funzioni semplicemente perché è grande, strutturato e regolamentato. La dimensione riduce alcuni rischi, ma non li elimina.
Alla fine, il franchising rimane un rapporto tra persone e imprese che devono avere interessi sufficientemente allineati per poter crescere insieme.
La fiducia è il punto di partenza. Il controllo è ciò che permette di mantenerla.
